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pausilypon 03Pausilypon, ovvero "sollievo dal dolore". E' questo il nome che gli antichi diedero a questo tratto di costa, ameno e selvaggio, situato ad ovest del Golfo di Napoli, evocato dalla sensazione di pace che il luogo infonde, per il clima mite e per la spettacolare posizione panoramica che spazia sull'intero golfo. Un territorio ambito sin dall'antichità, come testimoniano i numerosi resti archeologici che, sulla costa come nel mare, rivelano tracce di ville romane spesso residenza di ricchi mercanti e uomini di potere. Il Parco Archeologico-Ambientale del Pausilypon è senz'altro il luogo che meglio rivela il fascino del paesaggio e le testimonienze di antiche vestigia. Il complesso archeologico conserva infatti i resti della villa di Publio Vedio Pollione (I sec. a.C.), ricco e discusso personaggio, consigliere economico di Augusto nella riorganizzazione della provincia dell' Asia, tanto che dopo la morte, fu ceduta all'imperatore subendo così ulteriori interventi edilizi in età imperiale.

L'accesso all'area è possibile grazie al traforo della Grotta di Seiano, che attraversa il promontorio collegando il Pausilypon con il litorale flegreo di Coroglio. Anch'esso di epoca romana deve il nome a Lucio Elio Seiano, prefetto di Tiberio, che ne commissionò la realizzazione. Caduta in disuso, fu recuperata in età borbonica per volontà dl Ferdinando II di Borbone diventando meta di turisti in visita a Napoli. Fu utizzata come rifugio antiaereo durante la II guerra mondiale per poi tornare in uno stato di abbandono fino al recente recupero. E' lunga 770 m con tre cunicoli laterali che offrono luce ed areazione. L'ingresso da via Coroglio è monumentale e rivela già la maestosità dell'opera che si ripete al suo interno nella successione di archi appena illuminati. Attraversandola, dalle pareti è possibile scorgere l'antico tracciato romano dell'opus reticulatum ed i successivi innesti architettonici d'età borbonica. Superata la grotta, si trovano i resti di un'antica necropoli mentre, lungo il sentiero che conduce alla Villa, la macchia mediterranea riveste i costoni tufacei con ginestre, lecci e pini.

Una volta giunti, il paesaggio che si apre agli occhi lascia senza fiato. Tutta l'area offre scorci di rara bellezza che facilmente lasciano intuire la scelta di questo luogo per realizzare dimore così sontuose. 
grotta di Seiano 1
Ad ovest, la Baia dei Trentaremi, Nisida, fino al golfo di Pozzuoli e le isole flegree. Ad est, l'isolotto della Gaiola e il golfo di Napoli con il Vesuvio sullo sfondo. Si scorge subito il teatro, orientato a Sud, realizzato secondo la tecnica greca di assecondare il naturale pendio della collina, capace di ospitare 2000 posti.Perpendicolarmente alla cavea, una vasca rettangolare con fontana serviva invece per gli spettacoli acquatici. Sul versante opposto, di dimensioni minori e con una cavea più piccola, sorgeva invece l'Odeon, che ospitava audizioni di poesia, retorica e concerti musicali. Attorno ad essi, resti di edifici residenziali e termali, sale di rappresentanza, ninfei ed altri ruderi sommersi, come porticcioli e peschiere rivelano come la villa, ampliata in età imperiale, fosse stata concepita come una piccola città. Ma il Parco del Pausilypon oltre a restituire straordinarie testimonianze storiche rappresenta anche un importante sito ambientale e naturalistico per la conformazione geomorfologica del territorio del tutto peculiare, frutto dell'attività vulcanica, e per la biodiversità marina favorita dalle correnti e da un fondale così particolare. L'aria marina è infatti tutelata dall' AMP La Gaiola, che attraverso attività di didattica e ricerca contribuisce alla salvaguardia del parco sommerso. Archeologia e ambiente si fondono così in un territorio che, racchiuso in 41 ettari, costituisce un unicum per la varietà di testimonianze storiche, naturalistiche e paesaggistiche condensate in uno dei tratti più suggestivi della costa partenopea. Una scenografia naturale di rara bellezza dove l'estati per il paesaggio ed il silenzio evocato dalle antiche vestigia amplifica le suggestioni fino a dimenticare ogni preoccupazione e ritrovare così quel "sollievo dal dolore", quel pausilypon, che vorremmo non finesse mai.

 

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 © Vincenzo Di Nuzzo