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"Viviamo solo per scoprire nuova bellezza,

Tutto il resto è una forma d'attesa" (Kahlil Gibran)

 

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Nella città di Weinheim, in Germania, un parco esteso per poco più di due ettari custodisce più di 2500 varietà di piante perenni oltre a rarità botaniche tra le più longeve dell'intera nazione. Il giardino Schau- und Sichtungsgarten Hermannshof esiste da oltre 200 anni e trova le sue origini nel 1888, quando  l'industriale tedesco Hermann-Ernst Freudenberg acquistò la tenuta dando inizio così, insieme a sua moglie Helene e alle generazioni future, ad una ricca collezione di piante che oggi caratterizzano gli esemplari più antichi del parco. Nel 1924 fu ridisegnato nell'architettura prima dal paesaggista Heinrich Wiepking-Jürgensmann e nei primi anni '80 dall'architetto Hans Luz che ne definì la struttura attuale come giardino pubblico, accessibile gratuitamente per volontà della società Freudenberg, tuttora impegnata nel principale finanziamento per la direzione e manutenzione del parco. Il parco si presenta come un vero e proprio giardino botanico sperimentale dove a vaste praterie di perenni si mescolano essenze arbustive e alberi secolari. Insieme offrono al visitatore scenografie naturali di rara bellezza, dove il rigore tecnico delle coltivazioni lascia posto alle emozioni che il giardino evoca, caricando ogni scorcio di poetico romanticismo e stupore.  Ai primi di Maggio il glicine che sovrasta le mura esterne anticipa l'esuberanza delle fioriture e le dolci fragranze che la primavera regala. Dall'esterno, piccoli cancelli introducono al parco, accessibile da diversi punti lungo il perimetro. 

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All'interno è un susseguirsi di viali che si diramano dal percorso principale che è circolare ed esterno all'area centrale riservata alle praterie di erbacee. Come una sorta di anfiteatro, da lontano i colori si fondono come in una tavolozza, mentre ai margini, alberi secolari e arbusti ricreano ambienti da sottobosco. Sparse qua e là alcune sedute invitano al riposo e alla meditazione, assorti nella melodia dei suoni naturali. Tutto si fonde in un'incantevole armonia di forme e colori e anche lo stagno con le ninfee appare del tutto naturale. La primavera è ormai inoltrata e i tulipani,che ovunque colorano la prateria, resistono agli ultimi sforzi prima di sfiorire sotto il caldo che avanza. Anche i Cercis si vestono di nuove foglie mentre i grappoli di fiori rosa permangono ancora per poco. È il momento in cui nuove fioriture e altre in declino si sincronizzano dando vita ad uno spettacolo naturale carico di suggestioni. La pergola di glicini è al massimo del suo splendore: una pioggia di centinaia di grappoli pendenti guida il visitatore lungo il viale che l'attraversa. L'effetto scenico è spettacolare così come la fragranza in cui ci si ritrova immersi. E mentre il glicine comune lentamente sfiorisce vestendosi di sfumature rosate, quello in varietà floribunda macrobotrys è al culmine e ovunque le lunghe infiorescenze pendono avvolgendo la pergola in ogni parte restituendo un'immagine surreale e fiabesca.

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Campanule, aquilegia, tulipani, euforbie, camassia, agli ornamentali svettano tra i prati in modo informale e casuale, mentre nuove piante lentamente si ergono tra la moltitudine di colori preparandosi a nuove fioriture. Come in un dipinto in continuo divenire, tutto si fonde con armonia in un susseguirsi di tonalità cangianti stagione dopo stagione. Ogni scorcio rivela agli occhi del visitatore angoli incantevoli dove soffermarsi in silenziosa contemplazione, come quello delle peonie arbustive, antiche e raffinate nella loro collezione, impreziosite da un glicine bianco con la chioma ad ombrello, che fa mostra di sè con una cascata di candide infiorescenze.     

 

 

 

I Giardini Botanici Reali di Kew, meglio noti come Kew Gardens, sono un complesso di serre e giardini che si estendono a 10 Km a sud di Londra, tra Richmond upon Thames e Kew, riconosciuti, dal 2003, Patrimonio dell'Umanità per l'Unesco. 120 Ettari di parco, capolavoro di ingegneria e gioiello naturalistico, che nell'insieme costituiscono un importante polo turistico, sociale e scientifico, contribuendo alla divulgazione e alla conservazione della biodiversità botanica attraverso collezioni di enorme pregio per longevità, dimensioni e varità di specie. Il sistema di serre, giardini ed ecosistemi fu ricreato a partire dal XVIII secolo ed ampliato lentamente nel corso dei secoli, fino ad ottenere alla fine dell'800 il riconoscimento di Orto Botanico Nazionale. Tra le serre, la Palm House, è senza dubbio la più rappresentativa oltre che la più maestosa e simbolo dei Kew gardens. Fu costruita dall'architetto Decimus Burton tra il 1841 e il 1849, e fu la prima grande opera architettonica che utilizzava strutture in ferro su larga scala. Fu creata specificamente per ospitare le collezioni di palme esotiche che nell'epoca vittoriana venivano introdotte in Europa. Al suo interno sono state ricreate condizioni simili a quelle della foresta tropicale. Ospita numerose specie di palme e cicadi, suddivise per aree geografiche, molte delle quali minacciate di estinzione nel loro ambiente naturale. La Temperature House è invece la serra che ospita numerose specie provenienti dalle diverse zone del mondo ed occupa un'area di 4.880 mq. Del 1987 è invece la più recente realizzazione della terza grande serra, la Princess of Wales Conservatory, che ospita 10 differenti zone climatiche, due delle quali, la Dry Tropics, dedicata a cactacee e succulente, e la Wet Tropics, riservata a piante subtropicali, occupano la maggior parte della superficie, mentre un sofisticato sistema di controllo computerizzato garantisce la stabilità di altri 8 micro-climi, in base alle particolari necessità di specifici gruppi di piante (felci, orchidee, carnivore..). 

Sentieri e passerelle permettono di addentrarsi tra la vegetazione consentendo un'osservazione ravvicinata e privilegiata. Altre serre minori ricreano ambienti specifici per la coltivazione di piante acquatiche tropicali, come la Waterlily House, realizzata nel 1852, o la Bonsai House che ospita una piccola collezione di bonsai, oppure la più recente Alpine House, inaugurata nel 2006, che ospita piante degli ambienti artici, alpini ed equatoriali di alta quota.  

 

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Ci sono luoghi la cui bellezza è frutto di una combinazione di elementi sapientemente gestiti secondo canoni e regole, e altri che conservano un naturale incanto perchè così sono. Ci sono poi altri luoghi, quelli dell'anima, che sono molto di più, perchè legano suggestioni e sensazioni all'animo di chi li attraversa, li ascolta, li vive. Il Giardino Segreto dell'Anima, nella piccola frazione di Campinola, a Tramonti, nel cuore dei Monti Lattari della Costiera Amalfitana, è molto più di un giardino. Abbandonati i canoni formali, il rigore tecnico e strutturale, il Giardino Segreto appare come un giardino informale, rustico, che non stravolge il paesaggio rurale circostante, ma anzi ad esso si mescola ed ogni elemento si innesta con discrezione e naturalezza, pur conservandone la peculiarità e il pregio. Ancor prima di varcare il cancello d'ingresso è la famiglia Telese - De Marco a toccare le corde dell'anima. La loro accoglienza, il garbo e la gentilezza, anticipano la sensazione di positività e benessere che si percepirà più avanti attraversando il giardino. L'aspetto informale, l'assenza di geometrie, la naturalezza con cui tutto si mescola, distende la mente e l'attenzione. E davanti ai profumi, ai colori, alla poesia dei dettagli, è l'anima a vibrare. Qui nulla è per caso, ma tutto sapientemente elaborato per suscitare emozioni, sensazioni, ricordi, dove piante e fiori si distribuiscono secondo schemi emozionali piuttosto che sistematici. E così il pergolato di glicini, in piena fioritura, è un tripudio di sfumature che coinvolge i sensi. Attraversarli è come entrare in una fiaba, inebriati dai profumi e dalla varietà della collezione. I grappoli di fiori pendono sfiorando la testa, volutamente, perchè, come dice Antonio, bisogna "sentirli"... attraverso l'olfatto, il tatto, la vista, entrando in comunione con tutti i sensi. Ed è questa l'essenza del Giardino Segreto dell'Anima: ciò che dapprima si manifesta agli occhi invade poi la mente e il cuore.

giardino segreto dell anima18Le fioriture si alternano secondo le stagioni e la loro collocazione è tale da conservare ogni volta piacevoli momenti di cui godere. E così, mentre i glicini si spogliano dei fiori per ornarsi di nuove foglie, le rose si preparano ad un esuberante spettacolo di colori e profumi intensi.Più di 320 varietà di rose, di varia provenienza, disposte a creare una scenografia naturale di rara bellezza. Cespugliose, rampicanti, ricadenti, piccole, grandi, screziate, le rose avvolgono pergolati e spalliere in legno regalando scorci romantici di grande fascino, dove un tappeto di petali caduti è subito poesia. Sono tantissime e Antonio ed Enza prontamente ne introducono le caratteristiche evidenziando ogni minimo dettaglio che rende ciascuna varietà unica e pregiata. Vialetti di iris e lavanda accompagnano il visitatore lungo il percorso mentre brevi scalinate in pietra permettono il passaggio da una terrazza all'altra. E poi maioliche con frasi e aforismi tematici, souvenir di viaggio, altalene sospese, che appaiono d'improvviso restituendo la dimensione più intima ed emozionale del giardino. Perfino l'area riservata all'orto, con i suoi cassettoni in tronco di legno colmi di ogni spezia, emana una delicata armonia, un antico ricordo, una raffinata operosità che oggigiorno sembra ormai perduta. Essenze mediterranee si mescolano a varietà ricercate e non manca la pergola di agrumi, elemento distintivo dell'intera costiera amalfitana. Le specie botaniche coltivate sono tante e le fioriture ne richiamano l'attenzione occupando la più piccola superficie. È straordinario realizzare come l'oroginario vigneto sia stato convertito in un luogo così emozionale e denso di suggestioni, tanto da definirsi un giardino botanico sperimentale perchè come dice Antonio..."Puoi vedere, odorare, gustare, toccare e forse udire la felicità del giardino, ma prima devi imparare a capire, conoscere e amare". Il giardino è visitabile liberamente da aprile ad ottobre solo previo appuntamento e sotto la guida dei proprietari, che vi delizieranno raccontando ogni curiosità con il gusto e la passione di chi ha realizzato un sogno tanto atteso.

 

per info e contatti del Giardino Segreto dell'Anima

https://www.facebook.com/giardinosegretodellanima/

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La Costiera Amalfitana si sa è un concentrato di bellezza dove l'opera dell'uomo si fonde con quella naturale creando scenari di rara bellezza. Qui ogni scorcio gode del privilegio di un paesaggio unico. A Maiori, uno dei centri più urbanizzati della Costiera, tra i limoneti che degradano dalle colline, c'è un giardino nato dalla passione del suo fondatore, Beniamino Cimini, esperto collezionista di cactacee e piante esotiche. Il giardino è parte integrante dell'Hotel San Lazzaro, oggi noto come Hotel Botanico San Lazzaro, al quale è possibile accedervi tramite un comodo ascensore che in pochi secondi vi condurrà dalla parte bassa della città fino all'hotel arroccato nella parte alta. L'ascensore in vetro dell'hotel, su una piccola monorotaia, sale in maniera vertiginosa verso l'alto, offrendo una vista mozzafiato su Maiori, il mare e i terrazzamenti che si susseguono. Il giardino, che si estende per circa 3500 mq, si sviluppa infatti su tre terrazzamenti, un tempo coltivati ad agrumi, collegati tra loro da scale in pietra, staccionate in legno e muretti a secco, in perfetta sintonia con lo stile rurale del paesaggio circostante. Sono circa 2000 le varietà di cactacee e succulente coltivate e colpiscono per specie, numero e....dimensioni. Alcuni cactus colonnari si ergono imponenti e maestosi, perfettamente acclimatati, mentre centinaia di echinocatus grusonii dalla tipica forma a botte sono disposti a creare geometrie particolari che si ripetono ad ogni angolo. Ferocactus, Agavi, Euforbie, Aloe, Opuntie, ed ogni altro genere di cactus, occupano ogni spazio del giardino, presenti in un grande varietà di specie, costituendo nell'insieme una delle collezioni più ricche mai viste. Il numero e le dimensioni, e quindi l'età di vita, di ogni pianta è davvero considerevole e ne determina l'eccezionalità oltre che il pregio. Man mano che ci si addentra, il percorso attraversa le aiuole, mentre le scale obbligano il visitatore ad accedere alle terrazze superiori. Non mancano panche e sedute dov'è possibile sostare per contemplare il tutto, all'ombra delle "spine" ma con uno straordinario panorama di fronte. Ovunque si guardi, le piante grasse occupano il più piccolo anfratto. Vasi di terracotta, anfore, pezzi di coccio, ciotole, non c'è contenitore che non sia stato adattato per accogliere una pianta. Gli esemplari più grandi, nelle aiuole, si addossano in un apparente disordine che conferisce invece un'aspetto più naturale al tutto. Alcune piante portano con sè i segni delle intemperie, non soggette ad alcuna protezione se non quella delle montagne retrostanti, che ostacolano le correnti fredde ed offrono un'esposizone favorevole a Sud. Tuttavia un giardino di cactus così acclimatati è piuttosto insolito a vedersi a queste latitudini. 

Hotel Botanico San Lazzaro3Il sole al tramonto fa scintillare il mare e il controluce abbaglia d'oro le spine, mentre la luce calda e radente le attraversa. Accanto, l'Hotel San Lazzaro si prepara nella sua veste serale, lussuosa ed elegante, con gli ospiti in terrazza. L'Hotel Botanico San Lazzaro è una mescolanza di raffinata eleganza e semplicità, riprendendo nel restauro l'antico edificio preesistente e unendo ad esso gli orti e i giardini terrazzati adiacenti, che ne hanno conservato la struttura rurale. L'ultimo terrazzamento, quello più in alto, ha conservato infatti un ricco limoneto così come in origine. Dall'alto l'occhio corre giù su tutto il versante e la mescolanza di specie esotiche e mediterranee ben si integra con la costa assolata del paesaggio circostante. Merita sicuramente un'ulteriore visita, per apprezzare le fioriture che si susseguono con l'arrivo della primavera, alcune delle quali uniche e straordinarie. 

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A 30km da Roma e a 4Km dal mare, nei pressi di Ardea, un'antica proprietà rurale è diventata negli anni '50 il sogno botanico della marchesa Lavinia Taverna, che insieme a suo marito, il marchese Gallarati Scotti, decise di acquistare un terreno allora spoglio, sulla costa laziale. Da una bustina di semi, regalata da un'amica di famiglia alla marchesa Taverna, nacque una passione che Lavinia coltivò con un entusiasmo crescente nel corso degli anni fino a sentire l'esigenza di dare ordine e armonia alle numerose piante che lei stessa aveva piantato e coltivato con tanto amore. Un'esigenza che si concretizzò con il contributo del celebre paesaggista inglese Russel Page, che si dedicò alla distribuzione degli spazi secondo un piano ben preciso dando così una struttura ben disegnata al giardino in divenire. Lavinia contribuì dal canto suo ad apportare con originalità nuove idee al giardino ormai diventato la somma di giardini ben definiti, ciascuno con con la propria caratteristica distintiva. 

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Oggi i Giardini della Landriana si aprono al visitatore invitandolo a percorrere i viali per perdersi nelle suggestioni di un giardino incantato. I viali, le siepi, il roseto, lo stagno, gli alberi secolari, i controluce delle fioriture in autunno che sembrano non esaurirsi mai...tutto rimanda ad uno scenario da fiaba, che incanta ad ogni stagione. L'idea di proiettare l'amore per il giardino e la botanica verso l'esterno continua da tempo nel doppio appuntamento annuale della mostra mercato florovivaistica "Primavera ed Autunno alla Landriana" che, nell'area del Grande prato, accoglie puntualmente migliaia di visitatori da ogni parte d'Italia.